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Trattamento nanotecnologico del parabrezza: contro gli incidenti da scarsa visibilità

Di recente, l’Istat ha snocciolato i dati sui sinistri con lesioni fisiche in Italia nel 2022: 165.889, in aumento del 9% sul 2021. Percentuali di crescita analoghe per morti e feriti, rispettivamente a 3159 e 223.475. Cui aggiungere gli incidenti senza intervento delle Forze dell’ordine. Trattasi di numeri con valore scientifico. Tuttavia, sulle cause dei sinistri, la faccenda diviene nebulosa: nel 40% dei casi, l’impatto fra auto è dovuto a distrazione, mancato rispetto della precedenza e velocità eccessiva, sulla scorta dei verbali di Polizie e Carabinieri. Sì, ma non si va in profondità, e non si analizza un punto chiave: la visibilità attraverso un parabrezza pulito, specie con la pioggia.

Infatti, il vetro davanti si sporca facilmente, tanto più con le polveri sottili che aggrediscono il cristallo, formando una patina micidiale: una sorta di nebbiolina anteriore. Cui talvolta si somma la nebbia vera e propria. Ecco perché gli artigiani di prima qualità di Mio Carrozziere (l’élite di Federcarrozzieri) propongono il trattamento nanotecnologico del parabrezza.

Base di partenza è la nanotecnologia, ramo della scienza che si occupa del controllo della materia su scala dimensionale nell’ordine del nanometro: un miliardesimo di metro. Ha permesso lo sviluppo di videocamere, schermi, scanner biometrici, fari delle vetture, sensori anticollisione. Il trattamento nanotecnologico del parabrezza consiste pertanto nell’applicare un rivestimento idrorepellente super resistente agli agenti atmosferici. Fa da scudo. Rende il vetro idrofobo, con scarsa tendenza a legarsi con l’acqua o a trattenerla.

Col trattamento nanotecnologico del parabrezza si punta alla sestina. Primo, effetto impermeabile: in caso di pioggia, l’acqua defluisce. Secondo, migliore isolamento termico: previene la formazione di ghiaccio. Terzo, minore usura delle spazzole e pulizia più facile. Quarto, maggiore resistenza ai graffi. Quinto, oleorepellenza: si pensi allo sporco di ogni genere che si deposita sul vetro, il quale col trattamento di Mio Carrozziere tende a respingere qualsiasi attacco esterno. Sesto: così, non si distorce la luce proiettata dagli altri veicoli.

Niente a che vedere con il passaggio brutale dello straccio sul vetro, tipico del presto e male di carrozzieri costretti a lavorare a cento all’ora, badando poco al risultato effettivo: si ha l’illusione di vedere bene i primi metri, ma al cadere della pioggia crolla anche il sogno di un viaggio sicuro. E se qualcuno fa promesse da marinaio, anch’egli parlando di trattamento nanotecnologico, rammentate che serve un signor professionista: per  sgrassare la superficie prima dell’applicazione, e per utilizzare prodotti di elevatissima qualità.

Al contempo, quest’applicazione fa guidare maggiormente nel comfort: gli occhi si riposano, la vista si rilassa, la mente deve impiegare meno per elaborare gli oggetti (veicoli, cartelli, strada). Tutto questo va a beneficio della performance del guidatore, sia che debba andare a lavorare sia che stia facendo un viaggio. Più piacevole lo spostamento pure per i passeggeri: apprezzeranno la visuale libera davanti, senza quella brutta sensazione di essere trasportati in una scatola chiusa.

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